L’asta 67 di numismatica: sempre viva la passione per le monete greche

Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania, Svizzera: provenivano da ogni parte del mondo i collezionisti che, lo scorso 11 luglio, hanno animato l’asta di monete antiche e moderne battuta a Londra da Bertolami Fine Art. A dare battaglia, spesso vincendola, anche agguerriti collezionisti asiatici di numismatica classica, l’ennesima conferma, ove ce ne fosse bisogno, dell’afflato universale di un mito che la modernità non riesce ad appannare, il mito della civiltà greco-romana.

Il moderno collezionismo di numismatica e archeologia chiede provenienze documentate

“Vista l’eccellente selezione di monete in catalogo, con pezzi di qualità spesso eccezionale, ci aspettavamo l’interesse di un collezionismo altamente qualificato, ma i risultati finali hanno superato le nostre più rosee aspettative. Credo che a fare la differenza siano state le illustri provenienze della maggior parte dei lotti in gara, una peculiarità cui il collezionismo contemporaneo di antiquities attribuisce crescente rilievo. La circostanza che molti dei pezzi in vendita provenissero da storiche collezioni europee ha scatenato la corsa all’acquisto”. A parlare è Andrea Pancotti, responsabile del dipartimento di numismatica della casa d’aste fondata dall’imprenditore romano Giuseppe Bertolami.

Il successo della sezione Greek World: monete greche e magno greche di nuovo nella shopping bag dei compratori

Gli analisti più attenti confermano la veridicità dell’assunto su cui hanno lavorato Pancotti e il suo staff: la vera tendenza del mercato collezionistico internazionale di numismatica antica e archeologia è la ricerca della qualità e la qualità non viene riconosciuta in assenza di una provenienza scrupolosamente documentata. La prova del nove arriva dal successo ottenuto dalla sezione “Greek World”, dedicata alla monetazione greca e magno greca. Troppo belle per non essere desiderate e troppo desiderate per non essere massicciamente falsificate, le monete greche hanno visto declinare il loro successo commerciale a causa della crescente diffidenza dei compratori. Su questo punto non ci sono dubbi: il timore di incappare in un falso frena il mercato. Lo scenario cambia radicalmente in presenza di pezzi al di sopra di ogni sospetto. E quelli portati a Londra da Bertolami non lasciavano adito a dubbi, per questa ragione sono andati via in massa anche i nominali bronzei, tradizionalmente i più falsificati.

Agyrion, Hemilitron, 339-336 a.C.
Lotto 38 dell’asta Bertolami Fine Art n. 67 di Numismatica antica e moderna,
Londra 11 luglio 2019

Venduto a € 6.388,48

Le monete greche di bronzo? Vanno benissimo (se l’autenticità è garantita)

Lotto più gettonato della categoria bronzi greci un Hemilitron di Agyrion (339-336 a.C.), caratterizzato da stile finissimo e intonsa patina color verde brillante. Partendo da una base di 1680 euro, la moneta ha raggiunto il prezzo finale di 6.388, una cifra ragguardevole per la sua tipologia, un raro esempio della seconda serie di monete coniata dalla città siciliana – l’odierna Agira, in provincia di Enna – nella variante con testa di Ercole sul dritto e leopardo che divora una preda sul rovescio.

Mozia, Tetradracma, 405-397 a.C. circa.
Lotto 121 dell’asta Bertolami Fine Art n. 67 di Numismatica antica e moderna,
Londra 11 luglio 2019

Venduto a € 15.276, vice record mondiale per questa tipologia di moneta.

Arriva dall’isola di Mozia il top lot della sezione monete greche

Tra gli argenti greco siculi, il lotto 121, un tetradramma di Mozia ascrivibile al 405-397 a.C. ha conquistato l’interesse degli appassionati. l’esemplare era una pregevole espressione del rinnovamento stilistico subito dalle coniazioni dell’isola siciliana a partire dal 405 a.C., un rinnovamento che, nel caso dei tetradrammi, portò all’introduzione del tipo con testa di Aretusa circondata da delfini sul dritto e realistica rappresentazione di granchio sul rovescio, su modello degli splendidi coni realizzati a Siracusa dal leggendario incisore Kimon. Lo stile elegante e severo dell’ultima stagione della classicità, il perfetto stato di conservazione, l’estrema rarità e l’ineccepibile provenienza giustificano il prezzo di vendita di 15.276 euro che si attesta come la seconda aggiudicazione di tutti i tempi per questa tipologia. Si partiva da una base d’asta di 8.960 euro.

Sicilia, Himera – Thermai Himeraiai, tetradramma, ca 350 a.C.
Lotto 211 dell’asta Bertolami Fine Art n. 67 di Numismatica antica e moderna,
Londra 11 luglio 2019

Venduto a € 10.814

Bellezza e rarità: solo quattro esemplari conosciuti per una preziosa variante del tetradramma di Himera

Un tetradramma di Himera, la più antica tra le colonie siciliane di fondazione greca, della più grande rarità. Sono infatti soltanto quattro gli esemplari conosciuti della variante che contrappone alla consueta immagine della quadriga condotta da un auriga incoronato da una vittoria alata un verso con testa di Tanit-Persefone circondata da delfini. Se poi alla rarità si aggiunge, come nel caso della moneta venduta da BFA, l’eccellenza stilistica e conservativa, il successo della vendita, in questo caso realizzata a 10.814 euro, è garantito.

Siracusa, tetradramma coniato tra 413 e 405 a.C., attribuito a Sosion e Eumenos.
Solo quattro esemplari conosciuti.
Lotto 142 dell’asta Bertolami Fine Art n. 67 di Numismatica antica e moderna,
Londra 11 luglio 2019

Venduto a € 6.217

La ricerca della perfezione guida le scelte del collezionismo di alta fascia

La straordinaria qualità dell’incisione, non casualmente attribuita ai maestri Sosion e Eumenos, la conservazione fior di conio e il largo tondello non bastano a far lievitare il prezzo del lotto 142 venduto a 6.217 euro, un prezzo ottimo ma inferiore alle aspettative create dalla sua bellezza. A intiepidire la platea pare sia stata una lieve porosità dell’argento, un difetto risibile eppure capace di condizionare l’esito della gara. Una conferma eclatante dell’estenuata ricerca di perfezione oggi imperante sul mercato di settore.

 

Angelica Bonvicini