Com’è noto i denari serrati rappresentano una particolare ed originalissima tipologia di denari repubblicani aventi il bordo dentellato, anziché lineare .

Un curioso confronto per questi particolari tipi di tondelli si ha in alcuni bronzi macedoni e siriani emessi nel corso del II secolo a.C. come ad esempio quelli coniati da Filippo V e Perseo (185-168 a.C.), da Antioco IV (175-164 a.C.), da Demetrio I Soter (162-150 a.C.) e da Alessandro II Zabinas (126-122 a.C.), tali esemplari vennero tuttavia ottenuti per fusione in stampi di forma adatta verosimilmente dopo la conoscenza dei denari serrati romani; analogo discorso per alcuni nominali in metallo nobile cartaginesi datati intorno gli anni della terza guerra punica .

Nel corso della storia degli studi sono state avanzate numerose ipotesi atte a far rivestire una determinata funzione ai serrati. Quella più nota è connessa ad un meccanismo anti truffa o anti fourré: i tagli sul bordo dei denari, facendo intravedere un’eventuale anima in rame o bronzo, avrebbero garantito la purezza dell’argento e quindi l’originalità della moneta .

Nel 1924 Mattingly  propose una connessione fra i serrati e le gentes di parte mariana ; da un noto passo di Tacito (Tac.Germ.5) è stata formulata l’ipotesi che i serrati sarebbero serviti per commerciare con i germani . In seguito è stato ipotizzato che avrebbero avuto una destinazione religiosa , o che vi sarebbe stata una connessione con le marche di valore sul dritto ; infine che la dentellatura sarebbe stata eseguita per una semplice valenza estetica .

Recentemente i serrati sono stati studiati nello loro proprietà fisiche e microstrutturali . L’analisi sul bordo delle monete ha rivelato la costante presenza di microglifi sulle superfici di ciascun taglio: ciò ha dimostrato che la dentellatura veniva eseguita sul tondello, prima della coniazione, mediante l’utilizzo di un sistema meccanico .

La frammentazione del bordo della moneta sarebbe stata creata intenzionalmente per alleggerire le tensioni indotte dalla coniazione distribuendole  radialmente; il motivo di tale espediente tecnico si rivelò assolutamente necessario in quanto venne utilizzata una fragile lega d’argento di prima coppellazione avente una percentuale di  rame notevolmente più bassa rispetto agli altri denari repubblicani. Durante la lavorazione dei tondelli a bordo liscio si aggiungeva il rame sia allo scopo di diminuire il titolo dell’argento che a quello di migliorare le proprietà meccaniche del tondello stesso: nelle monete in esame quindi, per evitare la disgregazione del tondello di argento quasi puro nella fase della coniazione, la pratica della dentellatura si rivelò assolutamente necessaria.

Alla luce di queste considerazioni il suddetto passo di Tacito potrebbe acquistare una nuova chiave di lettura: lo storico, a più di un secolo di distanza dalla coniazione degli ultimi serrati, descrive semplicemente la predilezione da parte dei Germani di monete d’argento più puro rispetto quelle circolanti al suo tempo.

Non a caso tra le numerose imitazioni barbariche di denari repubblicani i tipi serrati sono tenuti in grande considerazione e, nella maggioranza dei casi, sono persino realizzati con la dentellatura, a volte solamente impressa sul tondello .

La prima emissione serrata della Repubblica Romana compare nella celeberrima serie di denari anonimi con simboli, datata dal Crawford tra il 211 a.C. e la metà del secolo successivo . Nonostante numerosi studi  ancora non si è riusciti a far luce sul significato dei numerosi simboli presenti in questi denari.

Per quanto riguarda il nostro caso, ossia il denario serrato con al R/ il simbolo della ruota , per spirito di completezza bisogna ricordare come questa compaia nella monetazione dell’Etruria, di Luceria e di Massalia , tuttavia è altresì noto come la ruota sia un simbolo prettamente romano legato alla sfera militare, alla viabilità ed alle strade :  con cautela si potrebbe ipotizzare la destinazione di questo denario serrato a spese eccezionali per la costruzione di una o più viae publicae a cavallo tra la fine del III e la prima metà del II secolo a.C. .

I serrati coniati successivamente, a parte poche eccezioni , si possono comodamente raggruppare in quattro grandi serie, sia sulla base della cronologia proposta da Crawford attraverso lo studio di elementi epigrafici e stilistici, che sulla base di un criterio tecnico: ossia la media di denti presenti sui bordi delle monete .

La prima serie si compone di cinque emissioni aventi al R/ il medesimo tipo: il re gallo Bituitus in biga ed in esergo la legenda L.LIC.CN.DOM. . Queste emissioni secondo Crawford vennero coniate intorno al 118 a.C. anno della deduzione della prima colonia romana d’oltralpe, Narbo Martius. La colonia era collegata alla rete viaria della penisola italica per mezzo della via Domitia (prima strada romana della Gallia che prese il nome da Cn. Domitius Ahenobarbus ) costruita proprio negli stessi anni. La fondazione della colonia, voluta da L. Licinius Crassus contro l’opposizione del senato, accomunava nel quadro operante della riforma graccana i caratteri dello stanziamento militare con la finalità delle assegnazioni di terre ai cavalieri.

La seconda serie si compone di quattro emissioni datate tra il 106 ed il 105 a.C. : ci troviamo negli anni immediatamente successivi la decisiva riforma dell’esercito voluta da G. Marius. Prima di questa istituzione vigeva il concetto fondamentale della costituzione serviana che limitava la leva ai soli possidenti ed ordinava le differenti armi unicamente a seconda delle classi dei censiti. Marius nel 107 a.C. dichiarò che avrebbe arruolato nell’esercito tutti i cittadini romani compresi quelli che fino a quel momento ne erano stati esclusi, cioè i nullatenenti. Le ingenti spese di equipaggiamento dei soldati passarono a carico dello stato ed il vincolo di clientela, fattore importantissimo di tutta la struttura sociopolitica romana, trovò definitivamente il proprio riflesso nel campo militare.

La terza serie si compone di ben dodici emissioni datate tra l’83 ed il 79 a.C. : gli anni della dittatura sillana. Com’è noto, in questo breve lasso di tempo ingenti spese intaccarono seriamente l’erario dello stato romano: la ricostruzione del tempio di Giove Capitolino, la deduzione di numerose colonie, le liste di proscrizione, la smobilitazione degli eserciti vittoriosi, l’imposizione di numerose imposte straordinarie, infine la promulgazione di varie leggi preposte a limitare le spese delle famiglie più abbienti ed a reperire, attraverso confische, terre per i veterani.

La quarta ed ultima serie si compone di quattro emissioni datate tra il 72 ed il 70 a.C. : ci troviamo nel pieno degli anni della rivolta servile guidata da Spartacus e nell’anno successivo alla sua sconfitta. La più impegnativa delle guerra servili che Roma dovette affrontare per ben tre anni contro decine di migliaia di schiavi, minacciò gravemente l’economia romana. Spartacus infatti minò direttamente il sistema dei latifundia, condotto principalmente dagli schiavi e considerato il fulcro primario dell’agricoltura su vasta scala della penisola italica.

Gli elementi evidenziati sino ad ora, concorrono a delineare il seguente quadro: diverse serie di denari serrati vennero coniate in momenti particolarmente critici nella storia economica della Repubblica Romana; verosimilmente l’operazione consisteva nell’immettere sul mercato monete con un valore intrinseco leggermente superiore al normale .

Si potrebbe ipotizzare con estrema cautela che tale pratica avesse determinati rapporti con la sfera militare oppure che venisse utilizzata per aumentare il valore commerciale del circolante emesso dallo stato romano in particolari frangenti storici durante i quali, per ragioni di politica interna, Roma avrebbe potuto perdere la forza della sua moneta d’argento nei rapporti commerciali con l’intero bacino del Mediterraneo.

Inoltre un elemento chiave della questione potrebbe essere rappresentato dalla radicale scomparsa del denario serrato verso gli ultimi anni della repubblica , a favore della progressiva comparsa dell’aureo che, da Cesare in poi, entrò definitivamente in circolazione nell’orbita commerciale romana .

Il sistema monetario della Roma repubblicana si fondava sul denario ed i suoi sottomultipli. I denari urbani sia a bordo liscio che serrati, coniati a Roma o comunque in zecche autorizzate dal senato e sottoposti alla magistratura dei IIIviri aere, argento auro flando feriundo, vengono oggi generalmente classificati come “ordinari”. Quando invece ci troviamo di fronte ad un’emissione recante la marca Ex Senatus Consulto e firmata da questori, pretori, edili curuli ed edili della plebe, questa viene classificata come “straordinaria” . A questo punto i denari serrati potrebbero entrare a far parte di una nuova classificazione, come si trattasse di denari urbani “eccezionali”. Non si tratta affatto di monete aventi particolari significati celebrativi, religiosi o estetici che siano: si tratta di una vera e propria classe denariale a parte, la cui produzione risulta essere stata sistematicamente programmata.

Andrea Pancotti

Patrizia Calabria

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Per una panoramica sull’argomento vd. Bahrfeldt 1883-1884, p. 133; Zehnacker 1973, I, pp. 48 sgg.; Crawford 1974, p. 581; Bernareggi 1985, pp. 49 sgg.; Savio 2001, pp. 118-120; Catalli 2003, pp. 85-87. Si ringrazia per l’apporto professionale ed i preziosi consigli Silvana Balbi de Caro.

Per i tipi monetali macedoni vd. per es. SNG Copenhagen, 1292; BMC, 60; per i tipi monetali cartaginesi vd. SNG Copenhagen, 404v; sulla questione vd. Catalli 2003, p. 86, secondo il quale i primi denari serrati rappresenterebbero un’imitazione di questi nominali stranieri; vd. inoltre Nicolai 2005, Considerazioni e riflessioni, p. 16, la quale considera le emissione macedoni un terminus ante quem per i serrati romani.

Forzoni 1995, pp. 296-298. La comparsa nei medaglieri di numerosi denari serrati-suberati ha reso la teoria del meccanismo anti truffa poco credibile (Catalli 2003, pp. 85-86, il quale fa notare come l’attività del magistrato preposto a battere moneta doveva inevitabilmente esser sottoposta a controlli da parte del questore urbano), nonostante ciò alcuni studiosi hanno messo in relazione la produzione di numerosi serrati durante la dittatura sillana con la promulgazione della Lex Cornelia testamentaria nummaria (Cic.Verr. II.1,42,108) la quale  colpiva una serie di comportamenti riguardanti il crimen falsi, Della Corte 1999, p. 34.

Mattingly 1924, pp. 46-52. L’ipotesi venne successivamente smontata in Sydenham 1935, pp. 211-212.

Martinelli 1976; Della Corte 1999, p. 22; Savio 2001, p. 119.

Fox 1983, p. 101. Tale ipotesi comporta inevitabilmente che i serrati venissero dentellati successivamente alla coniazione.

Ficicchia 1989, p. 193. Le numerose eccezioni rendono la teoria priva di credibilità.

BMC, Grueber, 1910, I, p. 159; Finetti 1987, p. 45.

Balbi de Caro et al. 1999.

  In Guidarelli 2005 si propone la ricostruzione di un macchinario utilizzato per creare suddetti tondelli. Secondo Finetti 1987, p. 46 la dentellatura era effettuata sul tondello prima della coniazione mediante lo scalpello o altri strumenti taglienti. Opinione diversa in Zehnacker 1973, I, pp. 48-51, secondo il quale i serrati erano ottenuti con un paziente lavoro di limatura dopo esser stati coniati normalmente.

Davis 2003, passim.

  Un ottimo sunto della questione con amplia bibliografia precedente in  Nicolai 2005, Considerazioni e riflessioni, pp. 5-16.

  L’ipotesi di Thomsen  che i simboli rappresentassero l’indicazione della zecca ha evidenziato chiari rapporti con la monetazione magnogreca  ed ha aperto numerosi problemi di cronologia. Tra i numerosi studi vd. per es. Arslan 1989; Breglia 1952; Caccamo Caltabiano 1976; Parise 1993; Jenkins 1987; Fusi Rossetti 1991.

  Crawford 1974, 79/1. Secondo Nicolai 2005, Considerazioni e riflessioni, p. 15, il simbolo della ruota è in stretta connessione con il tondello dentellato.

  Per la monetazione italica vd. Montenegro 1996, per es. nn. 276-284 e 1070; per quella massaliota vd. SNG Manchester, VII, 9.

  La ruota ricorre infatti in numerose personificazioni di strade, per citare alcuni esempi: su uno dei rilievi aureliani dell’arco di Costantino – via Flaminia (Bianchi Bandinelli – Torelli 1976, n. 142); sul R/ di un denario di Traiano – via Traiana (Montenegro 1988, n. 886); su un bassorilievo proveniente dalla campagna romana – via Latina (Tomassetti 1976, IV, p. 11).

  Come già ipotizzato da Lippi 1997 il quale ha connesso il simbolo della ruota con la via Valeria fatta costruire in Sicilia dal console del 210 a.C. M. Valerius Levinus. Durante la II guerra punica vennero costruite in Italia altre viae come ad esempio l’Aemilia e la Popilia Annia, inoltre è nota l’esistenza di almeno due tipologie di serrati distinti, una con la ruota a sei raggi, una con la ruota ad otto raggi: Varesi 2005, p. 5, n. 29; per le viae vd. Radke 1981, passim.

Crawford 1974, 202/1b – 391/1a – 407/1 – 412/1.

Della Corte 1999, p. 35 indipendentemente dalle analisi microstrutturali ha diviso i serrati, sulla base della media di denti presenti sui bordi delle monete, in 4 serie. Dallo studio si evince che i serrati con il simbolo della ruota avrebbero 33,0 ± 1,0 denti, i serrati con al R/ il tipo di Bituitus in biga ne avrebbero 26, quelli coniati dall’ 83 al 79 a.C. 22, infine quelli coniati dal 75 al 64 a.C. avrebbero 23 denti. La serie coniata dal 106 al 105 a.C. non è stata analizzata , tuttavia il motivo di tali nette differenze nel numero di denti a seconda degli anni di emissione potrebbe ricondursi alle modifiche apportate nel corso degli anni al macchinario adibito alla produzione dei tondelli in seguito a lunghi periodi di inattività.

  Crawford 1974, 282/1,2,3,4,5. I dati storici che da qui si susseguiranno sono estrapolati da Rossi 1980.

  Crawford 1974, 311/1-313/1-312/1-314/1.

Crawford 1974, 364/1-358/1-362/1-378/1a,b,c-377/1-372/1,2-380/1-379/2-383/1-382/1-384/1.

  Crawford 1974, 399/1a,b-401/1-404/1-403/1.

Essendo il rame un metallo relativamente abbondante nel mondo antico, diffuso in numerosi giacimenti sparsi per tutto il bacino del mediterraneo (Giardino 1998, pp. 115-119),  verrebbe naturale escludere il fattore “disponibilità” relativamente alla produzione dei tondelli in esame.

  L’ultimo serrato coniato è stato datato da Crawford al 64 a.C., Crawford 1974, 412/1.

  Per una chiara sintesi delle emissioni auree della repubblica romana vd. Savio 2001, pp. 123-127. Da notare come i rari aurei coniati sotto Silla per  Mommsen 1977, cap. XI, par. 17 “possono considerarsi quasi come medaglie regalate da lui in occasione del suo trionfo”.

Crawford 1974, pp. 607-608; ottima sintesi in Bernareggi 1963, p. 9, nt. 11 e p. 10, nt. 13.

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