Il ritmo vitale dell’Africa Due capolavori di Mwenze Kibwanga

I due quadri di Mwenze Kibwanga che Bertolami Fine Art ha il piacere di proporre nella prossima asta di Arte Asiatica e Tribale che si terrà a Roma il prossimo 11 giugno, sono due assoluti capolavori nella produzione di questo ispirato artista.

Mwenze Kibwanga è uno dei padri della moderna pittura congolese, e una delle maggiori fonti di ispirazione per quella folta schiera di artisti originari della Repubblica Democratica del Congo che grandissimo successo stanno attualmente ottenendo in tutto il mondo, come ha dimostrato – solo per fare un esempio – la vendita di Modern and Contemporary African Art organizzata da Sotheby’s Londra il 28 marzo 2018, durante la quale dodici delle quattordici opere congolesi disponibili sono state alienate per un totale complessivo di oltre 330.000 sterline.

Nato nel 1925 a Kilumba, nell’allora Congo belga, Mwenze Kibwanga ha frequentato dal 1950 l’Atelier du Hangar, una scuola d’arte fondata dal pittore francese Pierre Romain-Desfossés, insieme ad altri artisti tra cui Bela Sara e Pili Pili Mulongoy.

Parola d’ordine di quell’avventura: libertà d’espressione, tanto nei soggetti quanto nello stile, come traspare con evidenza dalle opere di questi pittori dell’avanguardia congolese, certo legati alla propria terra ma abili nell’utilizzare tecniche e linguaggi artistici estranei alla loro tradizione, come l’olio su tela e una certa sintesi formale.

Ebbe inizio da allora una proficua collaborazione tra questi innovativi artisti africani con gallerie e musei di tutto il mondo, con l’organizzazione di mostre personali e collettive in Belgio e Sudafrica, a Parigi e a Londra, a Roma e al MoMA di New York.

A quasi un secolo dai suoi esordi – nata negli anni Venti del Novecento grazie all’intuito dell’amministratore belga Georges Thiry che fornì i materiali per dipingere ad Albert Lubaki e Dijilatendo, facendo in modo che le loro opere fossero esposte nel 1929 al Palais des Beaux-Arts di Brussels, e successivamente a Ginevra e a Parigi – l’arte moderna congolese è stata celebrata negli ultimissimi anni in mostre dal respiro internazionale come quella intitolata Beauté Congo 1926-2015 Congo Kitoko che si è tenuta presso la “Fondation Cartier pour l’art contemporain” di Parigi tra l’11 luglio 2015 e il 10 gennaio 2016, nella quale – tra le altre – erano esposte opere di Mwenze Kibwanga, o quella ancora in corso intitolata Congo Stars, organizzata presso la Kunsthalle di Tübingen in Germania.

Le quotazioni dei quadri di Mwenze Kibwanga sono in crescita costante. Il 18 settembre 2018 una decina di sue opere – alcune delle quali comparivano all’esposizione parigina del 2015-2016 sopra ricordata – sono state esitate con successo da Piasa a Parigi. Il lotto che ha avuto maggiore risalto è stato il 652, una composizione con scimmie (Senza titolo) del 1957) nel suo stile immediatamente riconoscibile, grande ‘solamente’ 37 x 51 cm, formato all’incirca equivalente alle altre in asta, venduta per € 46.150. Tutte appartenevano Pierre Loos, uno dei maggiori collezionisti di arte africana contemporanea.

I due quadri di Mwenze Kibwanga che Bertolami Fine Art ha il piacere di proporre nella prossima asta di Arte Asiatica e Tribale che si terrà a Roma il prossimo 11 giugno, sono due assoluti capolavori nella produzione di questo ispirato artista. Eccezionali per dimensioni (90 x 176 cm  il lotto 256 e 87 x 204 cm il lotto 257), i dipinti raffigurano entrambi una scena di danza, uno con una singola ballerina accompagnata da un’orchestra che si esibisce davanti a un capo-villaggio, l’altra con una teoria di corpi in movimento che richiama per eleganza le danzatrici neoclassiche di Antonio Canova.

Sussulti di membra in euforia, in una articolata incandescenza di tratti geometrici in bianco e nero a saettare tra le sincere campiture cromatiche dell’indaco del fondo e dell’arancio-mattone delle anatomie: ammirandoli, sembra potersi udire il ritmo dei battiti delle percussioni, l’eco del suono primordiale che riverbera dal profondo dell’immensa Africa.

I due dipinti provengono da una collezione privata italiana. I genitori degli attuali proprietari risiedettero insieme ai due giovani figli a Lubumbashi tra l’ottobre 1965 e l’aprile 1968. Appassionati d’arte, i due conobbero personalmente Mwenze Kibwanga, apprezzandone il lavoro e commissionandogli la realizzazione di due dipinti. L’artista, tuttavia, in un primo momento dovette rifiutare l’incarico poiché in quel periodo era a corto di denari e non poteva permettersi l’acquisto dei materiali utili a dipingere, né tanto meno avrebbe potuto comperarli poiché all’epoca non ve n’era disponibilità in città. I due committenti decisero allora di acquistare tele, colori a olio e pennelli in Italia per farseli poi spedire in Africa.

Il risultato di questa lungimirante iniziativa sono i due dipinti che si propongono in questa occasione, capolavori finora inediti di uno dei fondatori dell’arte africana contemporanea.